Tarocchi Marsigliesi

I Tarocchi Marsigliesi

Storia, interpretazione e simboli

Per i Tarocchi Marsigliesi, non vi sono date certe di riferimento in merito alla loro creazione. I Tarocchi di Marsiglia sono stati chiamati così perché adottati dalla città della Francia che ha beneficiato di una posizione di esclusiva nella produzione di questo tipo di carte pur non avendole inventate. Nonostante i primi mazzi di cui si ha notizia risalgano al XVIII secolo, lo stile delle carte a semi italiani fa preferire l’origine latina di questo tipo di mazzo diffusosi, molto probabilmente, dalla Lombardia in territorio francese. Uno dei modelli più conosciuti dei tarocchi di Marsiglia fu inciso su legno dal francese Claude Burdel nel 1751. L’artista aveva “firmato” il mazzo contrassegnando la carta  de “Il Carro” con le sue iniziali, apponendo poi la sua firma completa sulla carta del 2 di Denari. Gli Arcani Maggiori sono a figura intera e contrassegnati con numeri romani, mentre la carta della Morte è numerata ma non porta nome. Nel mazzo originario le scritte erano in un  francese privo di accenti, di apostrofi e approssimativo. Anche i disegni relativi alle figure erano dei modelli piuttosto stilizzati, a carattere rinascimentale. In seguito, il mazzo fu poi rielaborato correttamente dal francese Grimaud, e ristampato nel XIX secolo, portandolo a noi nella sua forma attuale.

Il mazzo dei Tarocchi Marsigliesi è considerato il mazzo di Tarocchi per eccellenza.

E’ uno dei mazzi più famosi e il più noti, conosciuto anche dai non addetti ai lavori. Anche chi non ha dimestichezza con la storia dei Tarocchi, infatti, in qualche occasione può aver sentito parlare dei Tarocchi Marsigliesi, soprattutto per il famoso restauro curato da Alejandro Jodorowsky. La sua ultima versione ce lo mostra come un mazzo essenziale ma non banale; molto evocativo, per immagini e colori, apprezzato da chi richiede ai Tarocchi, un impatto immediato per simbolo e allegoria. Questo mazzo comunica con chi lo interroga, ispirando idee e concetti in modo semplice, rapido ma che esprime verità profonde, leggi universali.

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tarocchi-marsigliesi-universaliInvito i lettori e gli allievi, a consultare anche il mio ultimo libro:

“Tarocchi – La Guida Completa”

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Per dubbi o domande non esitate a scrivermi.

Buon apprendimento!

 

 

    6 Comments

  1. Come si chiama il mazzo di tarocchi di cui ci sono le immagini sui tuoi libri? Lo cerco da mesi !!
    Grazieperl’aiuto

    • Ciao Silvia, i Tarocchi che vedi nei miei libri sono i Tarocchi Marsigliesi e li trovi cliccando su questo link: http://amzn.to/2nIjf4J
      Ciao e grazie! 🙂

      Rebecca

      • Ciao Rebecca! Ti ringrazio tantissimo per la tua risposta.. Però non sono quelli! Io mi riferisco alle immagini che ci sono sulla copertina dei 22 libri che siedano i 22 maggiori.. Sono diversi dai soliti marsigliesi dei fatti non riesco a trovarlo! Poi, leggendo te….. Mi aiuti?!!!
        (ti ho scritto anche su fb e ti ho mandato delle immagini)

        • Ciao Silvia, non ho trovato le foto che dici di avermi mandato via Facebook. Le hai mandate sulla pagina del sito o sull’account personale? Non mi sono arrivati messaggi. Il mazzo che ho utilizzato per le 22 monografie è un Mazzo di Tarocchi Marsigliesi comune, forse un po’vecchio a dire il vero. In effetti ha circa 25 anni e forse quelli più nuovi sono leggermente diversi. La linea delle figure comunque, è quella presente anche nel mazzo che ti ho suggerito.
          Un abbraccio.

          Rebecca

          • Si sul tuo account personale..
            Io ti ringrazio, sei veramente molto carina è disponibile ma quelli nuovi li trovo molto diversi, non mi piacciono..
            Hai qualche dettaglio per riuscire a trovare quel mazzo che hai tu? Non ricordi l’editore, il nome del mazzo (ligure, piemontese, toscano, ecc) Mi sono innamorata, devo trovarlo
            O devo rinunciarci? :-(((

          • Di nulla, volentieri ti passo tutte le informazioni che ho. L’editore del mazzo che ho usato proprio non lo ricordo…è passato tanto tempo e non ho più la scatola, purtroppo!
            Capisco. Il fatto che ti piaccia questo stile significa che sei sensibile e ami le linee pulite per lasciar parlare l’inconscio quando fai una lettura. In effetti l’ho usato tantissimo anch’io. Credo che lo stile sia piemontese e il consiglio che posso darti è cercare in qualche negozio/mercatino di antiquariato perché non l’ho mai più visto in nessun altro posto.
            Ricorda: se hai la fortuna di trovarne uno usato, prima di utilizzarlo purificalo come spiego nel libro!!!
            Tienimi aggiornata e spero tanto che tu riesca a trovarlo!

            Un abbraccio e buona serata.

            Rebecca

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